CAPITOLO 11 - Okorei - Microbirrificio Artigianale

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Capitolo 11 - Il Grande Spirito


Il Grande Spirito gli parlò. Lo fece separatamente. Lukhet machinetta fu sorpreso dalla divina voce mentre, cosa difficile da credersi,  stava facendo silenzio.
"Se vuoi cooperare devi dimenticarti di avere una faccia!"
Prima che riuscisse a raccontare la sua disumana esperienza fu raggiunto da Albert che, in preda alle convulsioni, cercava di spiegargli che gli era appena apparso Karl Marx in persona e che lo stesso, profetico come Pertini ai mondiali del 1982, gli aveva detto:
"Non avrai altro nome all’infuori di Okorei!"
Frank fu invece raggiunto dal Grande Spirito mentre divorava l’ennesima fresella di Maria a penettera. "Rinuncia a te stesso!" era il testo del comandamento al quale Frank spontaneo replicò: "Rinuncio a tutto quello che vuò tu, ma a fresella no!"
Di Immanuel invece, non si ebbero immediate notizie. Si era appena promesso sposo alla sua fiamma e così nessuno si sentì in dovere di disturbare l’anteprima del viaggio di nozze che di certo stavano vivendo. Fu lui stesso, poche ore dopo, a manifestarsi al laboratorio con il volto di John Belushi che ha appena visto la luce. Confrontando le rispettive apparizioni convennero che il Grande Spirito stava cercando di comunicare a tutti loro qualcosa di molto importante di cui però non era ben chiaro il significato.
"Dobbiamo rivolgerci ad uno sciamano o a qualcuno in grado di comprendere il senso di queste rivelazioni"
 
Si fecero nomi di vescovi e alti prelati, di filosofi quantistici e scienziati in odore di Nobel.  Alla fine però, un sabato dopo aver pranzato dall’altra Maria, si trovarono tutti d’accordo a presentare il loro caso a Rossella Dirossovestita, una studiosa di riti esoterici e leggende del decumano maggiore. Fu lei ad indicare il nome dello stregone della riserva indiana di istanza a Quarto.
"Mena D’Ivina è la personalità adatta a fermentare il mosto che mi sottoponete. Ella è la sola capace di parlare con i poliesteri e gli enzimi, in contatto com’è con gli spiriti dell’olivo ed i maghi della maltazione universale!"
D’ivina trovò infatti immediatamente la sintesi più appropriata alla situazione in esame.
"Il Grande Spirito vi sta invitando a far confluire le vostre migliori energie nella creazione di una vera e propria cooperativa"
Uscire dunque dai personalismi in favore di uno spirito di corpo superiore in grado di accogliere sotto un solo nome ed una sola faccia le facce di XXXXX dei singoli componenti. "Portate all’interno di quel laboratorio le vostre esperienze ed il vostro passato… non sarete mai più gli stessi di una volta, ma questo, viste le vostre vite senza senso non vi deve spaventare! Sappiate dunque, che questo è il prezzo da pagare per rendere le ricette presenti e future nonché tutta la vostra attività, qualcosa di assolutamente unico nel panorama delle birre artigianali di tutto il west!"
Una volta fuori dalla seduta sciamanica, i cinque strapparono allora le rispettive carte di identità. I loro volti scomparvero dalla circolazione e si identificarono sempre più con quelli del logo che rappresentava la loro iniziativa. Ben presto anche i manifesti con tanto di taglia e faccia da bandito pericoloso che avevano tappezzato l’intera vallata, persero di significato per lasciare spazio alla leggenda della Cooperativa di produzione e lavoro Okorei ed alle sue birre dal cuore di malto e con la faccia di un gatto nero con gli occhi gialli ed il musetto rosa.

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